domenica 19 marzo 2017

LA MIA "PERSONALE" STRAMILANO



Oggi per me è stata la terza Mezza Maratona.
Ammetto: non avevo molta voglia di correre e un dolore al fianco non mi ha permesso grandi allenamenti. Ho corso tutto il tempo con la paura che mi tornasse il male e che avrei dovuto mollare la corsa. Diciamo che mentalmente non è stato il massimo. Ma mi alzo, mi vesto, indosso una parrucca verde e vado a Milano insieme alle altre Salamelle. E durante la Stramilano (vedi foto) scopro e assaporo un nuovo modo di correre. Non ho le cuffie, ascolto i discorsi tra runners, ascolto le persone che mi incitano e mi dicono "brava". Mah, brava. Sono tra gli ultimi. Ma tant'è. 
Divido i 21km in piccoli pezzi e decido di affrontarli tutti, a poco e poco. Incontro Betty, pacca sulla spalla e "forza!". Quanto sono felice di vederla correre... poi al 18° incontro Giorgy. Abbiamo sete. Molta sete. Il caldo è allucinante. Il ristoro lontano. Ma insieme, passo dopo passo, arriviamo al traguardo mano nella mano e ci sciogliamo in un abbraccio. 
La Stramilano per me non finisce lì e non finisce nemmeno nei migliori dei modi. Non sto a entrare nei particolari ma so solo una cosa. Per l'ennesima volta, ho avuto bisogno e dall'altra parte del telefono risponde una Salamella che mi dice "...arriviamo!". E senza capire come mi ritrovo la Gian a darmi una mano, e Malo disponibile se io e The Hump avessimo avuto bisogno... 
E allora sapete che vi dico? Ma chi se ne frega dei tempi, dei ritmi, dei pacer. Io vado a correre perchè so che posso vedermi con queste persone, perchè so che poi c'è un post corsa, perchè so che si ride, che ci si aspetta all'arrivo, perchè ci si abbraccia. 

Perchè siamo tutti bravi nelle Salamelle. 
Tutti campioni.
Di vita, di sicuro. 
Vi amo Salamelle.