lunedì 24 giugno 2019

Sopra le nuvole splende sempre il sole ed è "verde SALAMELLA"

Oggi, 23 Giugno, come ormai da tradizione, io ed un nutrito gruppo di Salamelle ci rechiamo ad Endine per la consueta "10 miglia del Castello"; a questo punto però si rende necessaria una premessa di carattere personale: nel corso di questa settimana ho avuto dei problemi fisici (2/3 giorni di febbre), al termine dei quali ho comunque deciso di partecipare alla corsa.
Ci si ritrova al mattino presto (6.10) e si parte verso Endine per raggiungere Frog e Marassi che avevano pernottato in un albergo nelle vicinanze della partenza (a proposito grazie per aver ritirato in anticipo i pacchi gara ed i pettorali di tutti..).
Una volta raggiunti, pausa caffè e si riparte.... almeno credevo... un marciapiede col suo dannato spigolo si era acquattato nelle vicinanze della ruota anteriore destra della mia auto, risultato... gomma tagliata...
Si prova a sostituirla, ma questa non ne vuole sapere di scendere dal mozzo...
Ormai si sta facendo tardi e si decide di rimontare il tutto e recarci alla partenza, dividendoci tra le altre auto.
Giunti ad Endine, solite procedure: consegna borse, appuntatura dei pettorali, foto celebrative dell'evento e poi tutti in fila... SI PARTE!!
In breve, dopo un inizio tutto sommato buono di corsa, comincio ad entrare in crisi... sarà stata la febbre dei giorni precedenti, sarà stata l'inc...atura per la ruota, sarà stato il caldo che si faceva sempre più sentire, piano piano mi sono ritrovato ad arrancare sempre più finché, al km 13, ho deciso per la prima volta di optare per il ritiro, attendendo il furgone/scopa che mi ha portato al traguardo, dove nel frattempo tutti gli altri avevano portato a termine la gara (BRAVISSIMI/E).
Adesso sto provando ad immaginare i vostri pensieri: "ma con tutto quanto è successo, come fa a splendere sempre il sole?".
E invece sí, perché proprio in questi frangenti ho potuto vedere lo "spirito" delle Salamelle, sempre pronte a darti un aiuto, un conforto, anche solo una pacca sulla spalla, ma che vale più di tante parole.
C'è anche chi si è messo a consultare tutorial su Internet riguardanti il cambio gomme per la mia auto (ad un certo punto si pensava che vi fosse un ulteriore dado "antifurto" che bloccasse il tutto..).
Terminata la corsa, si va in pizzeria e, dopo aver consumato il meritato pasto, si ritorna all'auto dove, grazie ad una "genialata" di Drummer (utilizzare della Coca-Cola per lubrificare l'attacco della ruota), riusciamo a montare il ruotino di scorta e tornare verso casa.
Inutile dire che le altre Salamelle si uniscono al mio (lento) viaggio di ritorno facendomi da "scorta" ; il tutto termina con un gelato in compagnia e poi tutti a casa propria.
Ora vorrei ringraziarvi tutti quanti per l'aiuto (pratico, ma soprattutto morale) che mi avete dato: dai "cercatori di tutorial", passando per le "ombrelline" che hanno protetto i meccanici intenti al cambio gomma dal sole, a chi, con battute e scherzi, ha contribuito a sdrammatizzare e a risollevare il mio umore.
Tornando al titolo iniziale, "sopra le nuvole splende sempre il sole" e, anche se non sembra, ve lo posso assicurare.... è VERDE SALAMELLA!!!
VI VOGLIO BENE...
Claudiokey

lunedì 17 giugno 2019

Centro Italia Estate 2018

Per tutte le foto clicca

Nato Asiastan si è convertito in un giro in centro Italia, certo non è esattamente la stessa cosa ma, obbiettivamente, il bel paese è davvero bello! Abbiamo toccato 4 regioni lustrandoci gli occhi e solleticando i palati, ad ogni manciata di km, così tanto da vedere che, quasi quasi, mi è venuta una certa nausea. Ma andiamo per gradi:

6-9/8: la nostra 'partenza intelligente' del lunedì, si è convertita in una bella coda stile Italia in movimento ad agosto, in comico contatto con Giorgy & Dedè, partiti all'alba per la Calabria. Non siamo coinvolti dal catastrofico incidente in autostrada a Bologna: eravamo lì, approssimativamente a quell'ora, ma sull'altro ramo dell'autostrada, i video su internet fanno venire i brividi. Si arriva ad Arezzo, bella città Toscana, dove visitare la Basilica di S.Francesco, P.za Grande dove incappiamo in un concerto di lirica, il Duomo di S.Donato, la Basilica di S.Domenico, la Casa Museo Vasari con gli affreschi colorati, la Fortezza medicea, l'Anfiteatro romano, il Museo Archeologico Nazionale, le facciate dei bei palazzi nobiliari. Perdersi per le stradine è davvero affascinante, e poi la cucina ed il vino...
7/8 Nei dintorni di Arezzo, si passeggia per la Riserva naturale Bandella ovvero la valle dell'inferno, che, con il caldo che fa, è davvero infernale. Nel pomeriggio Loro Ciuffenna  con i muri colorati e di pietra, il campanile, l'antico mulino, il lavatoio medioevale. Di seguito Castelfranco di Sopra, nato sui calanchi, con la Torre Campana. Le Balze ovvero delle conformazioni costituite da sabbia, argille e ghiaie stratificate su cui si affaccia il paesino di Pietravigne.
8/8 Giro a Monterchi, con il Palazzo Massi, il museo delle bilance e la Madonna del Parto di Piero della Francesca. Nel pomeriggio le strade acciottolate del borgo medioevale di Anghiari, famosa per l'omonima battaglia, con il museo di Palazzo Taglieschi. Ci si sposta poi a San Sepolcro con in caratteristico museo delle Erbe Aboca.
10/8 In mattinata si passeggia tra le vie di Bibbiena, nel Casentino, e si prosegue poi per il Santuario di La Verna, dove convergono turisti e fedeli. Nel pomeriggio il borgo medioevale di Poppi con il castello dove soggiornò Dante Alighieri, infine i ruderi del Castello di Romena che campeggiano sulla collina e Stia che non è nulla di speciale.
11/8 In mattinata visitiamo il borgo di Borro, assolutamente finto nella sua perfezione, si prosegue per Monte San Savino, Gargonza, Lucignano e Castiglione Fiorentino, tra i girasoli che piegano il capo al sole cocente. Non saprei davvero scegliere qual'è il borgo che più mi ha colpito.
12/8 Mentre ci si muove verso il Lago di Tresimeno, si visita Cortona, con i grilli che friniscono sulla collina della Basilica di Santa Margherita. Nel tardo pomeriggio da Passignano si traghetta (Ferrovie dello Stato) all'Isola Maggiore, per poi cenare gustosamente in riva al lago.
13/8 Il giro del lago di Tresimeno ci porta a visitare Passignano, Monte Colognola, Monte del Lago, Isola Polvese, Panicale, Castiglione del Lago. Anche questa zona colpisce per la ricchezza dei borghi pittoreschi e le colline con i filari di ulivi che degradano fino al lago.
14/8 Grazie al suggerimento del proprietario del B&B che ci ha ospitato, partiamo per Spello, meraviglioso borgo ove si tiene una gara per il balcone, o la via, o il portone...più bellamente fioriti. Nonostante la pioggia il borgo scala velocemente la mia personale classifica di gradimento. Ed è proprio qui che sappiamo della tragedia del ponte Morandi a Genova. Si prosegue il viaggio verso Rasiglia, un paesino attraversato da corsi d'acqua e poesie, tra cui la mia preferita, A Silvia di Giacomo Leopardi. Nel tardo pomeriggio si giunge alla nuova meta, Bagnaia, in provincia di Viterbo.
15/8 Ci aspetta il parco dei mostri Bomarzo, si tratta di un parco naturale ornato da numerose sculture in basalto risalenti al XVI secolo e ritraenti animali mitologici, divinità e mostri. Nel pomeriggio Civita di Bagnoregio, ovvero la "città che muore", sospesa sullo sperone di una collina in continua erosione. Ci attende poi Bolsena, affacciata sull'omonimo lago e Torre Alfina, con stranezze sui tetti e pareti fiorite. In serata si cena ad Orvieto facendo una capatina per vedere la facciata a mosaico del Duomo ed il pozzo di San Patrizio, ci devo tornare!
16/8 Giornata a Tuscania dove riabbraccio Andrea, il mio cuginetto con cui dividevo la carrozzina ;-) Dopo la mattinata culturale pranziamo appena fuori città in un posto rustico ma delizioso dove ci regalano perfino le uova prima di andar via. Smaltiamo il pasto passeggiando per Marta e, nel tardo pomeriggio, si accenna una visita a Capodimonte dove un temporale ci costringe sotto un balcone. Di ritorno a Bagniaia c'immergiamo nella festa di San Rocco.
17/8 Mattinata a Soriano dove, nel castello, c'è una bella esposizione di grammofoni e vecchie radio. Ascoltiamo affascinati il collezionista che ci racconta la storia dei fantastici strumenti esposti, suonandoceli. Nel primo pomeriggio si passeggia nei boschi della faggeta di Monte Cimino, poi si prosegue per il Lago di Vico, con la piccola spiaggia sabbiosa. Il pomeriggio ci vede visitare Caprarola con Palazzo Farnese, di architettura rinascimentale-manierista, ed il magnifico giardino.
18/8 Si visita Ronciglione e, nel pomeriggio, Sutri, con l'anfiteatro scavato nel tufo, la necropoli etrusca, il borgo.
19/8 A Bagnaia, il borgo dove siamo ospiti, Villa Lante presenta un giardino ancora più maestoso di Villa Farnese, se non lo avesse consigliato mio cugino, magari non l'avrei neanche visitata nonostante i numerosi cartelli. Nel pomeriggio Tarquinia con la sua necropoli, mi fa sudare sette camicie ma, ogni tomba, viene ammirata. Il museo archeologico è davvero enorme con i suoi 3 piani, ma anche quello viene visitato.
20/8 Si torna in quel di Milano, con un altra partenza deficiente, acquistando e degustando, parmigiano a Parma.




Si diceva del bel paese, e bello è davvero, certo il programma serrato con il caldo torrido mi ha sfiancato ma consiglio a tutti questa bella terra, spesso così tanto bistrattata.

Frog

venerdì 24 maggio 2019

Sala-monelle alla 5:30

Esattamente un anno fa scrivevo questo post  e, tenendo fede a quanto annunciato, non mi sono iscritta, facendo finta di nulla quando mi arrivavano i messaggi in Giappone...fatto sta che sono stata iscritta a tradimento!!! Quindi? Fotocronaca di una giornata diversa da tutte le altre:

Fase1: la sveglia! Quando ho visto il Bradipo stamattina il mio buongiorno è stato: "Perchè facciamo queste cose?"

 Fase2: weh, sem mica qui a laurà
Fase3: l'immancabile foto di gruppo dove qualcuno manca sempre, a questo giro tocca al Segretario
Fase4: Cloppete, cloppete, cloppete, si ma guarda avanti e in terra (Barbara perchè atterri una ragazza, invece la Pany che riprende non atterra nessuno?)



Fase5: La foto sotto il Duomo, dove s'infila con tuffo Matraccia (che poi ha fatto scrivere un tema sulla maglia)











Fase6: Il boato sotto la galleria e, 2 sposi al centro, con tanto di fotografo...Mah, volevate fare la foto in galleria senza nessuno? Credeteci!





Fase7: L'arrivo al foto-finish immortalato dalle sala-lepri (Drummer, perchè ti metti davanti?Cattivo!) Però che bello aver corso quasi tutti insieme











Fase8: Facce da salamella all'alba
Fase9: Colazione da Desiderio con arrivo di Illy, pronta per la scuola, e Dedè, pronto per andare al lavoro (grazie Barbara)











Fase10: Ci riprovo, l'anno prossimo non vengo più ma intanto, grazie Giorgy 💚💚💚💚

Frog

PS Unico neo, i mancati insulti con il mio compagno di classe, quest'anno lui ha disertato davvero. Buona maratona a Liverpool!

giovedì 23 maggio 2019

9a Salamellando con l'Avis - 3a premiata


E' un gran bella soddisfazione essere premiati per la nostra corsa e, anche quest'anno, ne abbiamo ricevuto uno: Terza Classificata Gamba d'Argento 2018. Lo sforzo di tutte le Salamelle viene ripagato non solo dalla partecipazione di tanti podisti e camminatori, che puntualmente si complimentano e ringraziano, ma anche da qualcosa di tangibile, un riconoscimento ufficiale. Non è per il valore, così come non lo è la medaglia che qualcuno di noi guadagna arrivando al traguardo, è quello che rappresenta, il riconoscimento ufficiale dei nostri sforzi. Care salamelle, sentitevi fieri ed orgogliosi d'indossare questa 'medaglia'. Grazie a tutte/i voi e grazie alla gentilissima signora Vanda, adesso che lo conosco, la prossima volta che la incrocio, la saluterò chiamandola per nome.
Frog

martedì 19 marzo 2019

Michele: la mia prima corsa con Le Salamelle




In risposta a questo articolo:

Anch'io non sapevo esattamente cosa volesse dire partecipare ad una gara di corsa
e quando l'amico batterista della band dove canta anche la mia mamma (Alessandro detto Drummer) mi ha fatto questa proposta, sinceramente ero leggermente scettico.
Poi come al solito mi convinco che ogni cosa può essere un'esperienza piacevole ed ho accettato.
Sono contento di averlo fatto, ho conosciuto le mitiche salamelle e...non ditelo a nessuno ma è il mio cibo preferito. Comunque, dopo avermi regalato una bellissima maglietta e lo scandacollo del gruppo, è iniziata la nostra gara di 5 km. Tra sobbalzi vari, risate e il fisico possente dei miei "spingitori" ❤(così viene chiamato chi si adopera a far provare la brezza della corsa a noi che usiamo le 4 rotelle per muoverci) insomma alla fine le Salamelle, mantenendo un certo ritmo, mi hanno portato al traguardo. Ad allietare questo evento c'era anche Giusy Versace che, a causa di un incidente, ha perso entrambe le gambe ma non il sorriso e la grinta nell'affrontare le avversità della vita.
E' entrata in politica per difendere i diritti dei disabili proponendo iniziative soprattutto per un inserimento sportivo.
Ringraziando chi mi ha dato questa possibilità (il gruppo delle Salamelle) voglio finire con il mio motto, un po' rivisitato:
Sì "corre" prima con il cuore che con le gambe!
by Michele FAGNANI 😎

domenica 17 marzo 2019

Emozioni alla Scarpa d'oro Ability





E se alla prossima Scarpa d’oro facessimo gli spingitori?
La proposta non ricordo da chi è venuta ed in quale occasione, se ad una corsa domenicale, ad un allenamento infrasettimanale, o davanti ad un bicchiere,  ma il tam tam è stato pressochè immediato. Drummer (grazie!) ha trovato il modo di organizzare  questo diversamente correre, noi non sapevamo bene cosa significasse tutto ciò. Michele, con qualche remora, ha realizzato questo nostro sogno, e non smetteremo mai di ringraziarlo, lui e la sua famiglia, che ha affidato a noi perfetti sconosciuti (Drummer a parte), il suo prezioso figlio e fratello. Ci è stato chiesto un aiuto anche per Pierangelo (presidente del CIP Lombardia) e, avendo forti braccia maschili, non ci siamo tirati indietro.
Pensavamo di camminare ma la voglia di correre era tanta, e avevamo la percezione che Michele sarebbe stato contento di provare qualcosa di diverso. Quindi tra fischietti, tri-track, batti-mani, campanelli, insomma, casino a non finire, stimolando i passanti che hanno risposto con sorrisi e applausi, siamo partiti. Cosa significa spingere una carrozzina mentre corri? Innanzitutto concentrazione per il terreno che hai davanti: buche nell’asfalto, tombini, pavè, san pietrini, acciotolato, sterrato, salite, discese, il timore di potersi ribaltare non è poca cosa, ma le salamelle sono lì, senza neanche chiederlo, a dare una mano a chi spinge nei tratti complicati, e ci si scambia, come nella migliore delle staffette, si riprende fiato, si ride, si incita Michele, si fa casino. A pochi metri dall’arrivo aspettiamo Giusy Versace e i super eroi che accompagnano gli altri amici, per un trionfale traguardo sulle note di We are the champion.
Ho chiesto a Michele se si era divertito, lui mi ha risposto di sì e che era la prima volta che vedeva la famosa piazza di Vigevano.
Anche noi ci siamo divertiti tanto, portiamo a casa una gioia che personalmente fatico a descrivere.
Semplicemente grazie Michele, you are the champion.
Frog

domenica 10 marzo 2019

ELEZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO: CANDIDATI

Un grande ringraziamento alle Salamelle che si sono rese disponibili per essere elette nel nuovo Consiglio Direttivo: come si può vedere, ce n'è in abbondanza.
Entusiasmo e volontà di collaborazione fanno parte strutturante di questo gruppo.
W le Salamelle!
Lidio



Il lato oscuro del CD

Avevo scritto questo post più di 3 anni fa, l'occasione era la stessa, ed ora il blog mi chiama nuovamente. Cos'è successo da allora? Così tante cose che stento a ricordare. Ma vado ancora più indietro, a più di 6 anni fa quando, uscendo da casa di Zazza, Lidio, appena eletto presidente, e ancora frastornato da questa responsabilità, da questo impegno che generosamente si era accollato con un po' di "spintarelle", mi disse: "Eh, però Frog...". Gli ho sorriso e gli ho risposto "Guaz ed io non ti lasceremo mai solo, è una promessa!", e la promessa l'abbiamo mantenuta. Un'associazione non esiste senza consiglio direttivo, un CD non esiste senza le figure chiave, ma questa particolare associazione è composta da molte persone che non ci mettono solo i piedi ma tanto cuore, cervello, tempo, impegno e passione. Abbiamo sicuramente fatto errori e scontentato, anche deluso, qualcuno, ma abbiamo sempre voluto arrivare ai più. Non è facile perseguire una visione d'insieme, ma questo è stato il nostro obbiettivo.
A differenza del CD precedente, questo gruppo di persone ha dovuto affrontare una situazione che ha destabilizzato l'intero gruppo e ha lasciato non poche cicatrici, ma è proprio nell'unione di intenti e nel reciproco incoraggiamento e conforto che si è trovata una soluzione, non senza un pizzico di intervento, si potrebbe dire, divino, che non ha fatto partire certe mail.
Grazie quindi a Lidio, per essersi preso cura di tutti noi, e all'intero consiglio uscente: Ambro, Betty, Bomber, Giorgy, Guaz, Verò, Frog.
Collaborazione, è il termine che avevo usato per spiegare il successo della 1a edizione della Salamellando, beh, direi che a 10 anni di distanza, non è ancora passato di moda.

In bocca al lupo ai nuovi candidati
Frog

domenica 3 marzo 2019

Oggi voglio arrivare ultima!


Un nutrito gruppo di Salamelle ha oggi partecipato alla corsa degli amici del VTV, tra le magliette verdi spiccano nomi che non si vedevano da un po', ed è una grande festa. Spunta anche qualche viso nuovo, mi scuso per non essermi presentata ma, una parola di qua, una di là, e l'attimo scappa. Quando Lidio mi chiede quanti km faccio, rispondo "21! Poi se giro, mi auto-modifico", lo stesso Lidio, Gian e Claudiokey, hanno facce perplesse, anch'io dovrei averla, non faccio 21 km dal 28/1/18 a Ragusa, son stata ferma quasi 7 mesi, ieri ho ciaspolato per 12 km con un dislivello di circa 700mt, procurandomi 2 belle vesciche su entrambi i talloni. Però...sapete quando la giornata è quella giusta? La mente ti dice qualcosa del tipo "Sei fuori come un balcone", però il sole, tutto quel verde, una sensazione di benessere per cui dici "Vabbè, io ci provo!". E così è, riesco a raggiungere gli 'allungatori' ad ogni ristoro, anche all'ultimo li vedo e mi vedono mentre stanno andando via. Il percorso nei boschi, arrivando fino al Ticino, mi mancava da così tanto tempo. Gli ultimi km sono davvero duri ma, tra corsa e camminata, arrivo, stanchissima ma ce l'ho fatta. Sono tutta un dolore e dovrò combattere con l'acido lattico fino a mercoledì, ma ce l'ho fatta. Oggi voglio arrivare ultima, ma per un bel motivo!
Frog

domenica 10 febbraio 2019

La decima volta della Salamellando

Faccio parlare "a caldo" due che "ci hanno messo la faccia", ed era una faccia molto sorridente:
* Andrea (podista "libero"): «complimenti: organizzazione impeccabile come sempre, ristori top e percorsi bellissimi. E tutte le salamelle con sorrisi e incitamenti per tutti. Bravi davvero»;
* Janos (GP Corbettese): «a nome di tutto il ns gruppo vi faccio i complimenti per la manifestazione di oggi che abbiamo trovato organizzata benissimo, non una sola sbavatura in tutti gli aspetti: percorso, segnalazioni, ristori, personale sul percorso ecc. Veramente bravi a tutti!».
Sono molti comunque quelli che ci hanno fatto i complimenti e che abbiamo visto andare via contenti: non siamo in grado di dire il loro nome o la loro provenienza, ma abbiamo letto chiaramente nel loro cuore un entusiasmo che ci ha galvanizzato.
E' stato molto bello per me oggi vedere che tutto ha funzionato bene, ma soprattutto che chi ha prestato servizio per la prima volta si è divertito davvero: ai ristori, sul percorso, ovunque.
Ho chiesto a Manu, Anto, Renny e tanti altri com'era andata e la risposta, più che dalle parole, è stata fornita dal modo di esprimersi, dalla voglia di raccontare, dagli occhi sorpresi di chi non si aspettava affatto che ci potesse essere gioia nell'essere a servizio dei podisti. Una gioia travolgente, del tipo che illumina tutto. Una gioia che poteva sostituirsi al sole, per far diventare luminosa la giornata intera. Forse anche più della sola giornata.
Ringrazio tutte le "mie" Salamelle, una per una: non esprimo a voce alta questi ringraziamenti, ma assicuro che ho motivo di farli a ciascuna di esse, perché ciascuna ha costituito un tassello importante in questo mosaico di impegno e di gioia.
Un ringraziamento anche a Max Villani, che non è una Salamella, ma è un collaboratore prezioso per le foto che fa e la sua presenza è di una semplicità e modestia che allarga il cuore. Comunque su di lui si può contare (anche se per ringraziarlo bisogna rincorrerlo).
Davvero grazie a tutti.


Per le foto della 10^ Salamellando, clicca qui

SALAMELLANDO 2019

NON POTETE MANCARE! 
Credeteci... anzi venite, 
così vedrete coi vostri occhi!
PERCORSI PER TUTTI!

Percorsi: km 7 - 11 - 14 - 17 - 21.

€ 5,50 con riconoscimento (soci Fiasp)
€ 6 con riconoscimento (NON soci)
(marsupio da corsa + panino con salamella per i primi 1400 iscritti) 

€ 2,50 senza (soci Fiasp)
€ 3 senza (NON soci)








giovedì 20 dicembre 2018

Auguri salamellici o salamellosi

Dalla consueta festa di dicembre, che le foto ben documentano, giorno dopo giorno ci si avvicina ad appuntamenti importanti; Natale, un nuovo anno, la decima edizione della Salamellando...
Però mi sento di ricordare questo 2018 che volge al termine, quante cose sono successe dall'esplosivo capodanno napoletano condiviso con gli amici viaggiatori:

  • chi ha fatto un dono tanto grande 
  • chi ha affrontato la sua prima maratona e tra questi chi l'ha chiusa con caparbietà ed orgoglio, e chi l'ha coraggiosamente interrotta
  • chi ci mette il cuore e chi la spalla
  • chi fa una bella tripletta ma prende un'altro schiaffo dalla vita
  • chi si prodiga per le Salamelle, il lavoro, la famiglia, gli amici, e non è capace a dire no,
  • chi torna a volare sui 21 fuori nazione
  • chi rifiuta i premi per una sorta di auto-punizione, ma viene a camminare per la ns gioia
  • chi aspetta tempi migliori anche se sembra che non arrivino mai, ma ha fiducia e testardaggine
  • chi colleziona kg su kg, aspettando le serali
  • chi coglie l'essenza stessa del gruppo, ovvero quella della famiglia allargata; che si corra o si cammini, è un dettaglio
  • chi proprio non ce la fa a iscriversi per tempo e a leggere le mail
  • chi ha percorso km e km cercando di adeguarsi al mio passo, nonostante la gamba di legno
  • chi non può essere salamella, ma infondo lo è
  • chi regala un anello alla mamma e chi rinuncia ad un fantastico affetta banane per far contenta una piccola salamella
  • chi mi chiede quando apriamo la sessione bike
E potrei andare ancora avanti, ma il tempo fugge e non conosco i retroscena di tutti e di tutto. Quindi tanti auguri, care salamelle, che fortuna essere una di voi.
Frog

venerdì 27 luglio 2018

Buone vacanze




E anche l'ultima serale, prima della pausa estiva, è andata. Boffalora volt e bas resta, per tante ragioni diverse, una delle mie corse preferite, credo di aver partecipato a tutte, o quasi, le edizioni. Per la prima volta la percorro tutta camminando, la mia 'gamba di legno' non mi consente altro, il 2018 è davvero inclemente con me e le mie passioni, e lo è stato per alcune salamelle, per motivi diversi, eppure...quando un bimbo tiene il tuo passo, seppur con tanta fatica, e infila naturalmente la sua manina nella tua, come se l'avesse sempre fatto, e questa cosa accade proprio in virtù del momentaneo impedimento, beh, realizzi che c'è del buono anche nei momenti difficili. Grazie Il Matte, grazie di aver avuto fiducia in me seppur conoscendomi poco, grazie ad Illy che è stata con me più e più volte, e a tutte le salamelle, incluse quelle mancate, che mi hanno fatto compagnia anche quando non potevo nemmeno camminare. 
Buone vacanze, ricaricate le batterie e ci vediamo a fine agosto.

Frog

martedì 29 maggio 2018

LA CORSA MIGLIORE


Cosa apprezza in una corsa un podista? La bellezza del percorso, la scelta tra diverse distanze, il costo contenuto, il riconoscimento originale, la comodità di parcheggio, l'abbondanza dei ristori, la presenza dei fotografi, la solidità organizzativa, la simpatia delle persone?
Non so dare una risposta generale, perché tutte queste qualità sono importanti, ma con un differente coefficiente di valore in relazione ai diversi interessi soggettivi.
Però rilevo che la Salamellando con l'AVIS qualcosa di oggettivamente e diffusamente apprezzabile deve averlo, se anche quest'anno ha ricevuto il riconoscimento della FIASP per la miglior corsa organizzata nella provincia di Milano nel 2017.
Anche quest'anno, perché era già successo per l'edizione 2014.
Due volte, nei quattro anni di affiliazione delle Salamelle alla FIASP: c'è di che andarne fieri.
È un lavoro di squadra, nel quale entrano e cooperano tutti i soci del gruppo, ma anche alcuni amici che non sono più nel gruppo o non lo sono mai stati ed anche chi ci ha ospitato e ci ha supportato (il Gruppo La Cappelletta e l'ANFFAS di Abbiategrasso).
È anche un lavoro che "fa tanto gruppo" (insieme con altri momenti vissuti insieme e l'apprezzamento della stima reciproca, in particolare quando riscontri che ciascuno sa "rinunciare" a qualcosa di sé - soprattutto in questi giorni).
Ogni anno ho speso tante parole per raccontare la Salamellando. Ora bastino il mio GRAZIE, l'applauso per la nostra bravura ed un grande e affettuoso abbraccio a tutti e a tutte.
Lidio

domenica 27 maggio 2018

TANTA CARNE AL FUOCO


Fine maggio.
Iniziano le serali.
Una tapasciata dietro l'altra.
Tanto che è difficile stare dietro a tutti: Corbetta, Cesate, Cassolnovo, Giro del lago di Varese, Vertical Run... e ancora! 

Un week-end impegnativo per tutti ma soprattutto per una Salamella.
Lei sa chi è. Ricorda che sei GRANDE ma sei stata IMMENSA e noi ti aspettiamo a braccia aperte! 

Per quanto riguarda le corse, due parole di Barbara su Cesate!

"Bella corsa all'interno del Parco delle Groane. Eravamo in cinque: io, Ambro, Lory, Drummer e il Ciccia, finalmente tornato. Ero curiosa di fare il percorso dei 19 km, che l'anno scorso non ero riuscita a fare. Si parte dal oratorio di Cesate e il percorso è quasi completamente sterrato all'interno del parco quindi ombreggiato e fresco ma con alcuni rettilinei sotto il sole che costeggiano la statale. Il caldo ci ha colti impreparati infatti arriviamo a fatica al traguardo, però belli i tre ristori intermedi e il Villoresi a rinfrescare un po' il paesaggio. Arrivati al traguardo quasi fra gli ultimi abbiamo trovato comunque un sorriso e un bicchiere di thé. Inoltre gli organizzatori stavano aspettando giusto noi per consegnarci il premio di gruppo: un pacco alimentare e pure una coppa. Dedichiamo questa corsa alla nostra Verò che anche se temporaneamente ferma ai box corre sempre al nostro fianco e col cuore è sempre con  noi.  Verò aspettiamo il tuo ritorno! Un pensiero va anche al nostro coach Flavio, amico della via Baracca, che ha corso tutta notte insieme ai suoi compagni di squadra e all'alba ha concluso il suo primo Passatore. Complimenti!"

Per le foto, clicca qui!

martedì 22 maggio 2018

Why Frog?


Più volte mi è stata fatta questa domanda e, la difficoltà maggiore, è stata spiegarlo in inglese agli amici di Guaz e Zazza, perché non sono mai presentata come Rosanna, ma come Frog 😊
Così scrivo il perché, per chi ancora non lo sa.
Subito dopo il diploma, ho iniziato a lavorare presso l’azienda che ancora mi ospita e mi sopporta, ero la ‘piccolina’, 19 anni, in un gruppo di soli ragazzi di qualche anno più grandi: Franco, Giovanni, Marco, e Fabio. Quest’ultimo, evidentemente ‘deviato’ dall’anno di militare, raccontava che gli ultimi arrivati, le ‘spine’, erano chiamati anche rospi (dal dizionario militare: Rospo/Zanzara/Missilaccio: Novizio, solitamente in fase addestrativi). Essendo io una donzella, ma pur sempre l’ultima arrivata, sono stata etichettata come la Rana, e da lì Frog (perché ci piace tanto l’inglese, fa più figo). Nonostante il passare degli anni ed i cambi di vita, sono sempre stata la Rana o Frog per questi miei 4 colleghi ed ex colleghi, quindi, quando Guaz mi scrisse: “Scegliti un nick name” beh, è stato facile.

Frog 

venerdì 18 maggio 2018

L'ANNO PROSSIMO NON VENGO PIU'!


No, quest’anno non vengo alla 5:30, sono tanti anni che la faccio, basta svegliarsi prestissimo, ed è pure esageratamente cara! Gli amici però fanno stalcheraggio, e comunque sono disponibile alla pizzata della sera prima in quel di Bareggio. “Ma a colazione da Desiderio non vieni?” devo alzarmi presto solo per andare a fare colazione? Uffa. E arriva il messaggio di Patrizia che non può più andare...
Quindi?

Quindi tutto gioca contro di me

Suvvia si va. S’incrociano maglie che non vedevo da un po’: Lampu, Gioga, Andrea... Il più piccolo ma grandissimo è Sampei. Nel mio incedere tranquillo e semi-solitario, mi godo la città, saluto chi mi batte sulla schiena, Gianni dell’Ortica ed Emilio dei Qdr, le maglie verdi nella macchia bianca sono un po’ avanti, un po’ dietro, ci sono, e sono un bel gruppo, i loro visi non sono poi così tanto accartocciati ma sorridenti, tanto sorridenti. Al mio arrivo incontro il mio amico Fabio e poi Irene mentre andiamo via, si parla di viaggi, si sogna la prossima meta.
Poi colazione da Desiderio e ognuno riparte per la sua giornata, l’ultimo che saluto è il Bradipo, che mi ringrazia più volte, adesso finalmente lo vedremo alle serali infrasettimanali.
Quindi?
Quindi una sensazione di benessere che litigherà con la mia voglia di sonnecchiare per tutto il giorno ma, ciò nonostante, ho un sorrisino ebete stampato in faccia. 

Comunque l’anno prossimo non vengo!

Per tutte le foto assonate, clicca qui!


martedì 8 maggio 2018

Sonda - Indonesia

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13-14/08/17 Italia-Bali
Posso affermare che, dopo Lauda Air, Emirates è la miglior compagnia con cui ho volato. Il gigantesco aereo a 2 piani, ha sedili larghi e comodi, cibo ottimo, con posate d’acciaio. Un po’ meno comodo il 2o e più lungo volo da Dubai a Bali. L’isola mostra, come da copione, un traffico caotico, tant’è che impieghiamo 2 ore per arrivare a Ubud. Cambiamo tutti i soldi, paghiamo il corrispondente, depositiamo la valigia in albergo e andiamo a cena. Condivido calamari, polpo, patate, insalata di mango e cipolle, … tutto estremamente gustoso; un mix agro-dolce speziato con cremine da leccarsi i baffi. Cominciamo bene!
15/08/17 Bali-Sumba
Dopo un sonno di 5h ed una colazione a base di omelette, torniamo in aeroporto percorrendo strade dove si susseguono templi con offerte di fiori, e negozi d’artigianato in legno. L’aria odora di incenso come in Nepal, gli occhi neri nei volti olivastri degli abitanti, ci osservano curiosi. In aeroporto si scatena il toto peso bagaglio; oltre i 10kg si paga un supplemento, io eccedo di soli 500gr, mentre altri sforano per ben altro peso. I controlli sono fiscali così si paga l’eccedenza. A Tambulaka (Sumba), ci attendono Jack il corrispondente, David la guida e l’autista. Decidiamo di saltare il pranzo, con grande disappunto dei 3, mangiando al volo, anche se non sarà così ‘al volo’, per andare a visitare il villaggio di Pasungar. I tetti di paglia delle capanne si ergono verso il cielo, uomini e bambini ci circondano cercando di vendere i loro manufatti. La povertà è palese nonostante gli occhi dolci dei bimbi, ed i sorrisi sdentati e rossi degli adulti. Perchè rossi? Perchè masticano noci di betel che hanno questa controindicazione. Dopo il villaggio andiamo in una laguna che non è quella in programma; ne consegue un’accesa discussione tra David (il furbetto) e Ingrid (la coordinatrice che, giustamente, non vuole essere presa in giro). Finalmente dirigiamo per Pero Beach ma è nuvoloso per una nuotata, così osserviamo le onde che s’infrangono sulla roccia vulcanica, attendendo il tramonto. Successivamente andiamo al Ratengaro Village dove ci raggiunge Jack che tenta di opporsi alla ns volontà di pernottare in villaggio, adducendo scuse sulla sicurezza. Crediamo che invece la sua preoccupazione sia non incassare la solita mazzetta, o ricavarne una inferiore, comunque la ns risolutezza ha la meglio. Restiamo quindi ospiti nella casa del capo-villaggio e ceniamo alle 22:30, con un pollo in brodo, sgozzato da Miriam, e riso bollito. La cena è ovviamente misera ma l’esperienza notevole! Ci sistemiamo per la notte allineati come sardine, sopra le canne di bambù e le stuoie. I ns materassini e sacchi lenzuolo a protezione ma, sotto di noi, ci sono un cavallo e 2 maiali, ergo, il lezzo è assicurato quando defecano, si spera invece di scampare alle pulci e alle zecche.
16/08/17 Sumba
La travagliata notte, tra il pavimento duro e la pipì da farsi all’aria aperta scavalcando i compagni di viaggio, passa lentamente. Al mattino siamo affumicati dal fuoco acceso per bollire l’acqua (fuoco in capanna di bambù e paglia :-)). Visitiamo il villaggio che si affaccia sul mare e partiamo per Waikabubak, durante il percorso ci fermiamo presso un’abitazione per osservare un rito funebre, ma ben pochi entrano in casa per vedere il morto. Successivamente ci fermiamo presso una scuola dove la preside, una donna minuta e sorridente, ci accoglie strofinando il naso sul ns, ovvero salutando alla sumbese. I ragazzi suonano, cantano e danzano per noi, ci offrono the, caffè, tapioca (simile alla patata americana). Curiosamente noi scattiamo foto a loro e loro a noi, in un miscuglio di curiosità e sorrisi. Diverse bimbe mi fanno domande nel loro stentato inglese, mi conducono in un’aula e converso con tutta la classe aiutandomi con dei disegni laddove la parola non arriva. Vado via nella certezza che questo scambio reciproco abbia arricchito entrambi. Ripartiamo per la visita al villaggio di Taurum, dove le donne tessono gli ikat, poi proseguiamo per la spiaggia di Kerewe; la sabbia di conchiglie ed il mare impetuoso. Facciamo il bagno in questo paradiso e, dopo l’aperitivo, arriviamo a Waikabubak per una doccia veloce nel ns orribile albergo. Stasera ceniamo a casa di Jack: pesce alla griglia, riso e pochissime verdure, insomma, ci siam fatti fregare di nuovo!
17/08/17 Sumba
La colazione rispecchia l’albergo da incubo, ma questo è! Si riparte con 1h di ritardo non ben motivato che comporta una buona dose di irritazione. Oggi è festa nazionale a Sumba. Ci trasferiamo verso Pasunga Village dove visitiamo la Megalitic Stone, ribattezzata ‘il sassone’ da Milena, poi giriamo per il mercato dove i venditori chiedono di essere fotografati, ed il vicino villaggio che, a differenza dei precedenti, ha tombe intarsiate, capanne con tetti in lamiera, e impianto tv. Alcune capanne hanno parti in cemento assumendo l’aspetto di casette. Ripartiamo per il lungo transfer verso Waingapu, durante il percorso facciamo una 1a sosta al mirador, vabbè, non sanno più cosa inventarsi, una 2a sosta per il pranzo a base di noodle freddi che si spera siano di giornata, in ultimo la spiaggia di corallo rosa con il mare che merita l’uso della maschera. Al tramonto ripartiamo per la città, stasera vogliamo mangiare bene e siamo preparati ma, incredibile ma vero, autista e guida tentano di truffarci portandoci in un loro ristorante complice, mascherato da quello che cercavamo. I cartelli di carta sono stati appena attaccati con lo scotch, ma google continua a segnalarci un’altra posizione, neanche i napoletani con noi possono credere a tanta faccia tosta! Ostinatamente chiediamo di andare laddove ci viene segnalato dai telefoni, e troviamo il vero ristorante. Vien davvero voglia di mandarli al diavolo, invece siamo legati per il transfer già pagato. La cena è ottima e abbondante: pesce alla griglia, melanzane fritte, noodles alle verdure, riso fritto, verdure piccantissime e litri di birra. Le donne velate sono davvero brave, un po’ meno nei conti, ma oramai siamo rodate e l’attenzione è massima.

18/08/17 Sumba-Timor
Dopo colazione attendiamo anche oggi il pullman per 35min, siamo tutti arrabbiati, ci stanno prendendo in giro! Dirigiamo verso Callu Village per vedere gli ikat più belli di Sumba e la loro lavorazione. Provo a trattare un paio di pezzi ma hanno costi alti sebbene il lavoro di tessitura e coloratura sia davvero laborioso. Essendo ai ferri corti con guida e autista, andiamo con largo anticipo in aeroporto, liquidandoli senza mancia a fronte della loro disonestà. Il tempo scorre giocando a scala 40, il ns volo parte in ritardo per Kupang (Timor), dove alloggiamo in un bel albergo. Giusto il tempo di lasciare la valigia e partiamo per una visita al vicino mercato, centro del folklore locale, venditori e avventori ci guardano curiosi, sorridono gentili, ci fotografano: questo popolo è davvero ospitale. Dal mercato raggiungiamo un centro commerciale con un bus collettivo dove siamo stipati come sardine, la musica spacca i timpani e l’autista si bulla dal finestrino per aver caricato turisti che normalmente prenderebbero un taxi. Giriamo il centro commerciale nell’inutile ricerca di un centro massaggi, incappiamo, dopo un bel po’, in uno abbastanza caro dove ci fermiamo in 3. I 90 min di massaggio volano via, talvolta la ragazza che mi manipola, si fa pesantemente sentire, comunque l’esperienza è piacevole e rilassante. Un po’ meno per Marassi cui è stata proposta una conclusione differente “Do you want hand job?”. Torniamo in albergo per cambiarci e ripartire per la cena: noodles alle verdure, anelli di cipolla fritti, involtini di totano fritti, tonno e calamari alla griglia, ma quello che distrugge le papille gustative, è il riso di Margherita, piace a entrambe il piccante, ma a tutto c’è un limite! Dopo cena 4 salti in pista con la musica dal vivo, praticamente sudo anche l’anima, mentre Francesco riceve un calcio da Ingrid o cade male su una gamba. Con il ns amico dolorante, si torna in albergo.
19/08/17 Timor-Lembata

A colazione scopriamo che anche i veneziani, finalmente, sono andati in bagno dopo una notte di coliche, il toto bagno è quello che accomuna tutti i viaggiatori creando subito confidenza e complicità. Francesco, invece, ha ancora la gamba gonfia e dolorante. Partiamo per l’aeroporto e voliamo verso Lembata, all’arrivo ci attende Ella che ci accompagna con il bus verde, dai sedili verdi, percorrendo una strada dissestata, fino a Lamalera. Poco prima di arrivare sostiamo al villaggio di Ella dove siamo circondati dagli abitanti che ci offrono succo di noce di cocco, Francesco viene ‘affidato’ alle cure di una coppia di manipolatori che, tra 1000 sofferenze, gli sgonfiano la gamba. Ripartiamo per Lamalera che ci accoglie con ossa di balena, carne appesa ad essiccare, un forte odore di pesce, le barche adagiate sotto le capanne, la spiaggia di sabbia nera, 2 orche arpionate a riva trattenute nell’acqua. Questo luogo fa una certa impressione, ti catapulta nella realtà di un villaggio di pescatori che vivono di caccia alla balena, orca, delfino. Anche greenpeace accetta questa condizione di vita, e di morte. A cena riso, pesce, zuppa da condividere, diciamo un pasto tipico, molto tipico. Di seguito passeggiamo per il paese fino a quando un gruppo di cani ci indica chiaramente di tornare indietro, poi ancora chiacchiere ed in 4 dormiamo nella camera dei bambini che sono stati sistemati sul pavimento fuori dalla ns/loro porta.
20/08/17 Lembata (Lamalera-Lambulaka)
Il letto è duro e scricchiola ad ogni movimento, quindi si dorme poco. Alle prime luci dell’alba, tra galli e persone in movimento, si sentono non pochi suoni. Dopo una colazione con pane, marmellata e thè da dolcificare con zucchero alle formiche, si va al mare. Sfruttando l’alta marea, i pescatori cercano di trascinare sulla spiaggia le 2 orche, altri macellano una manta nella sabbia. Divisi in 2 gruppi partiamo con le barche di legno, lunghe e strette, per assistere alla famosa pesca volante. Dopo qualche inconcludente avvistamento, incrociamo un branco di delfini. Li inseguiamo e per 3 volte il pescatore, armato del suo arpione di bambù, prova ad infilzare senza successo l’animale, lanciandosi dalla prua. La battuta di caccia non porta frutti, ma meglio così. Torniamo a Lamalera dove è in atto la macellazione delle orche. I mammiferi giacciono smembrati tra sabbia e mare, i pescatori tagliano grossi pezzi affilando spesso i coltelli, tra donne e bambini, sangue e plastica, nell’aria un odore indescrivibile. Sono colpita ma non dispiaciuta, questo villaggio vive così! Le donne raccolgono i pesanti pezzi di carne e li sciacquano in mare, adagiandoli successivamente in contenitori. Ogni pezzo sarà affettato, appeso come un panno all’aria e al sole, lasciandolo seccare e chissà per quanto, questa carne, sarà il loro sostentamento. Parte della carne sarà barattata con frutta, verdura degli altri villaggi. Tutto questo è così lontano dalla ns realtà che ne resto, inevitabilmente, affascinata. Torniamo all’ostello per il pranzo, ripetizione della cena e, dopo 3 giri di scala 40, ripartiamo fermandoci al villaggio di Ella dove si festeggia la comunione dei figli di suoi parenti. Siamo invitati a partecipare, i protagonisti sono impostati, tutti indossano gli abiti migliori. Noi balliamo mentre Francesco viene nuovamente trattato dalla manipolatrice. Regalo alcuni indumenti ad una ragazza indicando che deve lavarli, lei invece me li riporta lavati, così le spiego meglio che sono per lei; mi ringrazia più volte sorridendo. Gli altri viaggiatori regalano quaderni e pennarelli; è domenica, è festa per tutti! Ripartiamo per Lambulaka con un mini stop a causa di un mezzo che ha bucato su questa strada dissestata e mono corsia. Carichiamo chi necessita di un passaggio sul tetto, e arriviamo in serata in paese, dirigendo direttamente al ristorante dove ceniamo con zuppa di pesce, riso, verdure ripassate, pesce arrosto e, regalato da Ella, spezzatino di orca. La carne rossa ha un sapore deciso, sembra cinghiale, mi piace, non potevo non provare anche questa esperienza. Dopo cena, l’albergo che ci attende, è davvero carino, quando si dice dalle stelle alle stalle...e viceversa. Lasciati i bagagli in stanza, facciamo una passeggiata imbattendoci in un luna park, siamo gli unici turisti, giochiamo a non-buttare giù tutti i barattoli, e alla ruota della fortuna, dove Paolo vince 2 birre, così, soddisfatti, torniamo per la doccia ed il letto king size.
21/08/17 Lembata-Kupang
Dopo una misera colazione andiamo a piedi in una spiaggetta per un bagno e un po’ di sole. Ad un certo punto siamo circondati da locali, alcuni vogliono fare foto con noi ma cominciano ad essere un po’ troppi, in alcuni s’instilla un senso di insicurezza, così andiamo via. Dopo la doccia beviamo le 2 birre vinte ieri sera e ci arrampichiamo sui 2 pick up per il transfer in aeroporto, in tutta sicurezza :-) Il volo ci riporta a Kupang dove, una volta atterrati, dirigiamo alla Crystal Cave. L’accesso è difficoltoso ma, una volta arrivati in fondo, l’acqua azzurra nella grotta semi-buia, invita al bagno, rigorosamente in mutande! Risaliamo per proseguire verso le cascate Oenesu posizionate su 3 livelli. Davvero un bel posto se non fosse per le cartacce e le bottiglie abbandonate ovunque. Torniamo in albergo per una doccia calda, un maxi letto e giusto 5 min di relax. La cena si svolge in un bel ristorante all’aperto che si affaccia sul mare, risulta complicato capire chi ha ordinato e cosa, comunque si mangiano pesciolini fritti, noodles alle verdure e tipici (ma qual’è la differenza?), calamari fritti con aglio e chili, verdure ripassate con peperoncino. Dopo aver ballato con la bimba, e la foto con la proprietaria del ristorante, si va a nanna per ben 4 ore di sonno.
22/08/17 Kupang-Flores  (Kelimut-Riung)
Dopo una tazza di thè siamo pronti alle 4:00, peccato che l’autista se l’è dormita e arriva con 35min di ritardo, dopo essere stato svegliato. In aeroporto il volo è, a sua volta, in ritardo, quindi che fare quando la palpebra cala irrimediabilmente? Beh, un bel massaggio in poltrona, davvero godurioso (vero Ilaria?). Dopo un volo interamente dormito, atterriamo a Flores che ci accoglie con una rigogliosa vegetazione, i campi terrazzati, le risaie, un popolo maggiormente benestante rispetto a Sumba. Ci spostiamo verso il vulcano Kelimut con i laghi colorati: 2 verdi/azzurri affiancati, dalla  incredibile tonalità delle acque sulfuree, 1 verde petrolio che non considera quasi nessuno (inferno, purgatorio, paradiso). Le scimmiette fanno capolino ma bisogna stare attenti, si sa che sono dispettose. Dopo la visita ci fermiamo da Santiago per un ottimo piatto di noodles, poi ripartiamo per il villaggio di Walagai. Nella zona più tradizionale non vive quasi più nessuno, nonostante le capanne siano più belle di quelle di Sumba. Una donna pesta i chicchi di caffè in un mortaio di legno, a sua figlia regalo qualche indumento e lei, per ringraziarmi, fa cantare ai bambini che ci seguono, un canto indonesiano. Ripartiamo per le Blue Stone ma arriviamo con il buio, quindi possiamo solo immaginare l’effetto nella penombra. Proseguiamo quindi per Riung, la strada è lunga e, in alcuni tratti, dissestata. A Donga, mentre siamo in coda al distributore di benzina, una ruota decide di dare forfait; è necessario cambiarla al buio e sul ciglio della strada. Arriviamo a destinazione alle 22:30 e non rinunciamo alla sontuosa cena con 2 giganteschi pesci, noodles, patatine, melanzane, insalata, riso e un presunto pollo che qualcuno sospetta essere gatto. Ovviamente spazzoliamo tutto a dovere, quindi andiamo in albergo per una doccia fredda ed il meritato riposo.

23/08/17 Flores (Riung)
La colazione è a base di crepes, frutta e thè. Partiamo divisi in 2 barche per il giro delle 17 isole. La giornata è limpida come l’acqua che scorre fuoribordo. Ci fermiamo per un 1o snorkeling: il fondale mostra stelle giganti, paffute e colorate, pesci gialli, azzurri, blu, coralli rosa, blu, verdi, gialli, un vero giardino botanico ricco di vegetazione e colore, nel silenzio dell’acqua. Soddisfatti risaliamo in barca per il pranzo sulla spiaggia, sulla brace cuociono calamari e pesce spada, inoltre melanzane, riso, insalata, patatine simil nuvole di drago, tutto gustoso. Infine ananas, mango e frutto della passione: un vero pic nic da Salamelle (tranne che per Giorgy)! Con la pancia tesa, ripartiamo per un’altra isola dalla sabbia bianchissima, su un lato le montagne la fanno da padrona. L’acqua è un po’ torbida ma lo snorkeling è comunque piacevole, più volte incrocio stelle marine blu. Nessun acquario potrà mai pareggiare la realtà di questa meravigliosa natura che però dovrebbe essere meglio preservata. Torniamo a Riung per un caffè da Tam, il ns corrispondente, il caffè si trasforma in una birra ed in un mojto, il tutto accompagnato da banane fritte con cioccolata. In 10 decidiamo di cenare, giusto per tenerci allenati, gli altri desistono. Ovviamente non mi è difficile convincere Margherita che qualcosa ancora ci sta nel pancino :-)

24/08/17 Flores (Bana-Tololela-Bajawa)
Dopo colazione, dove Emilio ci racconta dell’incontro ravvicinato della sua chiappa con uno scorpione, ripartiamo per Soa Hot Springs, ovvero le terme very, very hot. Il alcuni tratti, dove la forza dell’acqua è più potente, quindi piacevolmente massaggiante, Margherita ed io restiamo quasi senza costume. Ripartiamo per il villaggio di Bana, un po’ turistico, terrazzato, con capanne ordinate di legno intagliato e decorato. Camminando per circa 1h, raggiungiamo Tololela, dovrebbe essere un villaggio maggiormente tipico, in realtà sembra un villaggio 5 stelle con tv, frigo, capanne graziose, market. Torniamo velocemente indietro perchè il tramonto avanza, e ripartiamo per Bajawa, sostando in un grazioso albergo dai cuscini neri. La temperatura è decisamente più bassa, ma la doccia è piacevolmente calda. A cena si degusta una zuppa di noodles, tofu, verdure, noodles, tonno e mix di frutta. Emilio finisce a terra frantumando la sedia, non è proprio la sua giornata! Si torna in albergo puntando la sveglia…

25/08/17 Flores (Bajawa)
… e sbagliando l’orario! Quando sento parlare Ilaria ne ho il sospetto, guardo l’ora e realizzo che mancano 7min alla partenza. Ed in 7min siamo pronti, sono le 5:00. Partiamo per la giungla, lungo la strada del paese i bambini camminano ordinati nelle loro divise gialle, verso la Chiesa per la messa della scuola cattolica. Eseguiamo il trekking mentre sorge il sole, fino al lago, al ritorno sostiamo in una “caffetteria”. Degustiamo una tazza di caffè liofilizzato dall’aroma molto gradevole e facciamo acquisti, successivamente ci spiegano tutto il processo di lavorazione manuale del caffè, concludendo con la tostatura dove il fuoco arde nella stessa capanna dove dormono tutti. Gli occhi lacrimano per il fumo mentre la vecchina rimesta i chicchi ed i gatti si nascondono dietro la legna. Velocemente torniamo in albergo per la colazione e partiamo per Labuan Bajo, lungo la strada sostiamo in una distilleria di Arak degustando anche lo zucchero di palma (decisamente troppo dolce). Ripartiamo fermandoci a pranzo alle 15:00, e poi ai campi di riso a ragnatela, purtroppo il controsole non agevola la vista, nè le foto. Lungo la strada, fuori dal finestrino, immagini di vita quotidiana: i panni stesi sull’erba e sulla siepe ad asciugare, donne che pestano i chicchi di caffè, bambini che giocano per strada, ed è davvero curioso rapportare questi ultimi alla ns realtà. Qui vanno a scuola da soli, al buio, giocano per strada, sul ciglio della strada, anche da piccoli si occupano di quelli ancor più piccoli...se i bambini sono bambini, perchè sono così diversi dai ns? Quando arriviamo a destinazione alle 21, andiamo a cena al mercato all’aperto.

26/08/17 Flores-Serya-Komodo-Kalong
Si parte per la “crociera in barca” dopo non poca logistica per avere cibo vario (pesce) e sufficienti birre, salutiamo Francesco che proseguirà con altri facendo immersioni. Ci fermiamo per un 1o snorkeling ed è ancora una meraviglia, dei pesci bianchi mi mordono ripetutamente: constato con la maschera che puntano alle mie gambe, e uno dei morsi fa bella evidenza di sè sulla caviglia. Anche altri hanno subito la stessa sorte. Dopo un buon pranzo in barca ci spostiamo per un 2o snork che però risulta essere meno interessante del 1o. Quando risaliamo 2 secchi di acqua dolce fungono da doccia, la ns spartana bagnarola è full-optional :-) Dopo cena qualche partita a scala 40 ascoltando musica, in mezzo al mare e poi tutti a nanna nel mono-loft.
27/08/17 Kalong-Rinca
Nonostante non fossi fiduciosa, dormo abbastanza e sono la 1a ad alzarmi. A turno si va in bagno e si fa colazione con pancake alla banana spalmati di nutella. Scendiamo al Rinca Village e incrociamo immediatamente le dispettose scimmiette che vorrebbero fare razzia dei ns averi. Poco dopo eccoli lì, i draghi di Komodo, stra-fotografati: vivono fino a 50 anni, mordono le prede aspettando il decesso a causa del veleno contenuto nella loro saliva, poi si sfamano (circa 1 volta al mese). Le femmine depongono 15-30 uova di cui circa il 20% si schiude, ma le mamme si mangiano i piccoli che, per salvarsi, scappano sugli alberi. Dopo la visita torniamo in barca e Simone, scivolando, batte la testa. Fortunatamente recupera bene (se così si può dire, hihi, smack). Navighiamo verso Komodo e anche lì scendiamo per la visita dei draghi ma l’impressione è nettamente turistica e dispiace per gli ultimi discendenti dei dinosauri. Torniamo in barca per il pranzo e navighiamo verso Pink Beach dove il mare mosso e freddo fa desistere dallo snork. La piccola spiaggia è rosa grazie al corallo frantumato ma le numerose barche che si ancorano, stanno distruggendo il fondale, tra poco non ci sarà più nulla. Ci spostiamo al Manta Point senza però incrociarne alcuna, così scendiamo su un isola salendo sulla collina per osservare il meraviglioso tramonto. Quando il sole si nasconde all’orizzonte, torniamo in barca dove troviamo Francesco, approdato vicino a noi. Dopo cena parte il gioco dei mimi dei titoli dei film, e le risate si sprecano.
28/08/17 Navigazione
Alle 6:00 il capitano mette in moto, il mare è mosso e peggiora man mano che proseguiamo. Milena, Emilio e Margherita soffrono il mal di mare, fortunatamente le pastiglie di Miriam attenuano i sintomi. Facciamo snorkeling ma il fondale non è bello come i precedenti, quando torniamo a bordo dobbiamo metterci l’anima in pace, oggi si navigherà sempre. Le onde, a volte, sono davvero inclementi. Ammirare il tramonto dalla barca e l’approssimarsi del buio e delle stelle, instilla una pace interiore, nonostante le scomodità. Navighiamo ancora, e ancora…
29/08/17 Sumbawa-Moyo-Satonda
Il motore si spegne alle 4:00 consentendoci di dormire nel silenzio fino alle 6:00. Dopo colazione sbarchiamo a Sumbawa per osservare il lago, dopo di chè un’altro, meraviglioso, snorkeling. Si riparte per Moyo dove ci addentriamo per vedere le cascate. Come scimmiette in pochi ci arrampichiamo sulle rocce per raggiungere la pozza più alta, tuffandoci dentro alla Tarzan maniera. Quando discendiamo ci aspetta un’altro snorkeling, questa volta avvisto, tra gli altri, un pesce palla e uno smilzo, con un muso lunghissimo. Il pranzo Italian style gentilmente preparato da Ingrid e Marina, è a base di spaghetti aglio, olio e peperoncino. Ripartiamo per Satonda, l’isola del capitano; è lunga e stretta e ne percorriamo buona parte lungo l’unica strada dove si affacciano case e baracche. La popolazione è cordiale e sorridente, tutti salutano e ci osservano curiosi. La povertà è meno accentuata rispetto alle precedenti isole, incrociamo ragazze che giocano a pallavolo e ragazzi che giocano a calcio. Torniamo poco dopo il tramonto, ripassando sul letto di formiche rosse, e ceniamo in spiaggia dove allestiscono una grigliata di tonno con l’immancabile riso bianco. Dopo il lungo trasbordo in barca (4 persone alla volta), ripartiamo per l’ultima notte di navigazione.
30/08/17 Lombok-Gili
Vengo svegliata da un forte rollio, la barca oscilla paurosamente ed il rumore delle onde sovrasta quello del motore. Sembra di essere a cavalcioni su un toro recalcitrante che ha tutta l’intenzione di disarcionarti. Resto calma e tranquilla sul mio materasso mentre c’è agitazione tutt’attorno. Peccato che agitarsi non serve ad altro se non peggiorare la situazione. Cerco di dare un senso al movimento contando i dondolii orizzontali e quelli verticali, hanno una certa cadenza. Nella mia mente è come se fossi su una giostra e, seppur pienamente consapevole che alcuni soffrono il mal di mare, i miei processi mentali mi aiutano a passare la notte fino a quando, sfinita, non mi addormento, ed il rollio si placa. Al mattino visi tirati si danno il Buongiorno. Saltando un ridicolo trek dirigiamo per Lombok dove sbarchiamo e salutiamo l’equipaggio.  Con il pulmino attraversiamo l’isola e visitiamo il villaggio di Sade; le capanne sono architettonicamente differenti rispetto alle precedenti, l’intero villaggio composto da 700 persone, appartiene ad un’unica famiglia. Ovunque sciarpe, collane e souvenirs vari per il sostentamento economico. Ripartiamo con il pulmino giungendo al porto dove c’imbarchiamo su 2 barche private per Gili Trawangan. Appena poggio il piede a terra mi chiedo dove sono finita, è la Rimini degli anni 80, colma di turisti e negozi: già non mi piace! Nota positiva è l’assenza di auto e scooter, a beneficio di biciclette e carretti trainati da cavalli. Devo ammettere che il ns albergo, La Favela, non è niente male e finalmente, dopo 5 giorni, posso fare una doccia degna di questo nome, anche se l’acqua è tiepida. A cena andiamo da Egoiste, i piatti ed il servizio non sono granchè ma la pizza è paradossalmente buona.

31/08/17 Gili
Dopo una luuuuunga colazione andiamo al porto e affittiamo un passaggio per Gili Meno. Mentre camminiamo sulla sabbia chiara e ricca di coralli, l’isola stà ancora sonnecchiando, mentre in mare la corrente è molto forte. Affittiamo una barca per avvistare le tartarughe e, dopo non poca fatica, nuotando controcorrente senza pinne, ne vedo 4, purtroppo non così da vicino com’era accaduto in Belize. Risaliamo sulla barca cambiando punto e ci tuffiamo per ammirare un cerchio di statue: uomini e donne abbracciati e, al centro, donne atteggiate in una delle figure del nuoto sincronizzato. Un po’ più in là una distesa di coralli di tutti i colori e pesciolini che cercano cibo tra questi. Correnti di acqua calda e fredda si alternano in questo spicchio di mare. Torniamo a riva per un lauto e lentissimo pranzo: siamo noi troppo esigenti o loro troppo lenti? Boh, forse la verità sta nel mezzo. Dopo pranzo torniamo a Gili T. dove ritroviamo Francesco che ci racconta i suoi meravigliosi giorni in subacquea. Dopo una lunga passeggiata ci si ferma per un aperitivo in riva al mare: si gusta proprio il sapore della vacanza e non più del viaggio. Mentre qualcuno cede alle lusinghe di un massaggio, manicure e pedicure, torno in stanza per la doccia. A cena ci dividiamo tra chi mangia pizza e chi pesce. La pizza della Trattoria è meno buona della precedente ma comunque valida, ci offrono anche il pane, dopo tanto tempo. Si passeggia sul lungomare dove qualche locale suona musica hunz-hunz.
01/09/17 Gili-Bali
La preghiera mussulmana continua da ore con le sue litanie intercalate dal gallo. Noleggiamo le bici per girare l’intera isola, scattando foto e facendo il bagno. Il pranzo in riva al mare è buono e piuttosto veloce rispetto allo standard. Torniamo in albergo per la doccia prima della partenza verso Bali. Causa ritardi della compagnia, ci caricano su una prima barca per Lombok: il mare agitato la inclina paurosamente 2-3 volte. Da Lombok prendiamo il traghetto veloce per Bali ma, una volta sbarcati, scopriamo che non siamo al giusto approdo, quindi impieghiamo altre 2 ore di transfer terrestre per Kuta. Arrivati alla guest house, tadaaan, delle 8 stanze prenotate ce ne sono solo 4, il gestore imbecille sorride sornione e non fa nulla per risolvere il problema, sono le 21 e siamo tutti stanchi, vorrei tirargli un pugno in faccia! Fortunatamente Francesco individua un albergo nelle vicinanze, dove ci trasferiamo in blocco. Andiamo a cena in centro; una bistecca e qualche spicchio di pizza concludono questa ultima cena con discorsi e ringraziamenti tra coordinatrice e partecipanti.

02/09/17 Bali
Ultimo giorno in Indonesia, dopo colazione si parte per lo shopping selvaggio. Per strada profumo d’incenso e offerte di fiori, riso, caramelle, biscotti...agli dei. Anche le auto ed alcuni scooter sono addobbati. In questa città si respira un’aria decisamente Induista, i tempietti sono presenti in molte case. Nel ns girovagare arriviamo alla spiaggia sabbiosa dove i surfisti, improvvisati e non, cavalcano le onde. Ritroviamo Francesco, con la sua gamba dolorante e lo salutiamo, dato che ha un volo diverso. In albergo salutiamo anche Marina e Riky, pianificando un raduno a Venezia ad ottobre. Nonostante l’immancabile traffico, arriviamo con abbondante anticipo in aeroporto dove comincia il lungo viaggio di ritorno verso casa.
I protagonisti di questa avventura, così come li descrivo, in poche parole:
Caterina ed Emilio, napoletani veraci, la dolcezza e la galanteria
Francesco, bolognese, lo sfortunello gentile
Ilaria e Paolo, bresciana e fiorentino, la donna aperitivo ed il pacifico: quando l’amore nasce in viaggio
Ingrid, romana, coordinatrice, esuberante ed anche rompiscatole :-)
Margherita, simpatica milanese di Vigevano che si beve tutte le rifatte, ed è anche una buona forchetta
Marina e Riccardo, veneziani “ciò”, splendida coppia affiatata
Massimo, romano, una pipa in tasca e lo sguardo all’orizzonte
Milena, Simone e Mauro, erbesi e genovese, puntigliosa ed animalista lei, completamente fuori di testa lui ma ‘innamorato’ del non luogo comune (l’altro)
Miriam, milanese-parigina, gnocchissima narcolettica

Alla prossima avventura

Frog (Rosanna)