sabato 25 ottobre 2014

ECOMARATONA DEL CHIANTI: CORRERE NON SARA' MAI... PIU' NATURALE DI COSI'!!!




Poche cose nella vita di chi corre lasciano il segno come una maratona. Il misto di sofferenza e soddisfazione rimane dentro e non si cancella più. La sofferenza è parte integrante dell'esperienza e va data per scontata. La soddisfazione si ottiene unendo l'impegno alla fiducia nei propri mezzi. Anche la forma e la fortuna (se preferite il caso) hanno la loro parte.
L'ecomaratona del Chianti è stata un insieme unico di questi aspetti.

Partiamo dall'albergo in una mattinata nebbiosa, circondati dalle crete senesi in autunno. Arriviamo a Castelnuovo Berardenga, mattoni e pietra, il borgo della partenza, mentre il sole vince sulla foschia.
Siamo in tanti in giro per il paese, e l'ora della partenza si avvicina veloce. Ci troviamo tutti lì nella piazza in attesa. Ascolto gli ultimi consigli preziosi dei più esperti lì con me, Lidio, Santo e Roberto. Si parte in un'atmosfera festosa che è spesso riapparsa durante la gara. Raramente ho trovato anche nelle altre manifestazioni cui ho partecipato questo coinvolgimento del pubblico e questo incoraggiamento ai corridori.

In queste poche fotografie mentali riassumo una fatica di oltre 5 ore.
La prima immagine è
quella della nebbia che si arrende ad un sole caldo ma non nemico, ci sono poi i casolari sui colli, le vigne, le tenute, i campi arati e gli uliveti. Alla mente riappare lo sterrato che diventa sentiero e salita lenta e faticosa. Subito dopo arriva la discesa e ancora un tornante mozzafiato. Ci sono poi i colori dei prati e dei boschi, coi primi gialli della mezza stagione, i borghi medievali che spuntano in cima a un colle o dietro ad un bosco, ricchi di magia antica. L'organizzazione è decisamente all'altezza, ogni ristoro è al punto giusto e ben rifornito, un aiuto fondamentale insieme ai sorrisi dei volontari. Negli ultimi dieci chilometri arriva la paura dei crampi che potrebbero azzannarti; se ne vedono tanti fermarsi od arrancare. All'ultima tremenda salita un bel ricordo senza nomi; un concorrente ne aiuta un altro, sfiancato dai crampi, a risalire.
Il momento unico però è alla fine. Si giunge al traguardo e non si pensa di aver corso contro qualcuno, si è corso solo contro i propri limiti e le proprie paure.
Gli amici delle Salamelle ed il loro incitamento all'arrivo sono impagabili. Apprezzo come poche cose la fetta di pane con l’olio che divoro guardando la medaglia.
Questa esperienza è anche stata un grosso stimolo a ripetere e a fare di meglio. Altre maratone e altre gare aspettano e saranno altrettanto belle e coinvolgenti.
Nota finale: in questo post ho raccontato la mia esperienza della maratona, non dimentico ovviamente il contorno del fine settimana a Siena e l’ammirazione per la bravura delle altre Salamelle impegnate nelle altre competizioni, unita all'atmosfera di comunità che il Chianti ci ha regalato.

Ilmassi

9 commenti:

  1. Concordo sulla positività dell'esperienza (paesaggio, organizzazione, cucina), anche se il mio orgoglio da podista un po' ha risentito del risultato-non risultato finale.
    Per cui credo che dovrò ritentare l'impresa in futuro (anche perché le scorte di cantucci e panforte sono finite subito!).
    Spero che tu e qualcun altro vogliate esserci ancora

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  2. Si in effetti è stata una bella esperienza per tutti quanti in tutti i sensi. Per mio conto è stata la mia prima esperienza di corsa TRAIL ed effettivamente è una sensazione "strana". Anche non ho portato a termine la corsa ma ritengo che sia cresciuto nel capire che stavo superando il limite e quindi meglio fermarsi prima.... Ho solo un vago ricordo sul panda "ho amato questa bistecca".... e sulla piacevole compagnia. Sicuramente il prossimo anno riparto dai 18 ;-) ed anche io in ciabatte di cuoio (ma come avrà fatto a fre 30 KM?!?!?).
    Grande Massi mi ripeto ... ottima prova.

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  3. Le mie sensazioni... si riassumono così: avrei potuto scrivere un libro e intitolarlo "Le ansie della moglie del maratoneta"! Dopo la fatica dei mie 18K, (felicemente conclusi fra gli ultimi arrivati con due occasionali compagne di avventura), eccomi all'arrivo ad aspettarti, con tutte le mie ansie, guardando continuamente l'orologio e il cronometro. Impagabile il supporto di Fulvia, che rotta all'esperienza mi sostiene raccontandomi le sue avventure. Le ore passano in compagnia di Lidio, Aurora, Roberto, Rosanna, Fulvia, Alberto e Cristina...E poi improvvisamente eccoti tagliare il traguardo, con un braccio alzato e il sorriso rivolto a noi tutti.
    Un grazie a tutte le Salamelle presenti per il sostegno!

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  4. Di orgoglio da podista hai dato prova tante volte, ed è quello che fa la differenza. Personalmente farò in modo di esserci tante altre volte, se potrò.

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  5. L’uomo in ciabatte ha fatto parlare i maratoneti del Chianti per giorni, entrerà nella leggenda.
    Grazie dell’apprezzamento, anche considerando quanto ancora devo migliorare per arrivare al tuo livello…grande Roby.

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  6. Questa Tweety mi fa venire i lacrimoni.

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  7. Bellissima esperienza: goliardica, eno-gastronomica, faticosa, ma quanta bellezza negli occhi e gioia nel cuore, passo dopo passo. A chi ha rinunciato la mia stima ed il mio rispetto, non tutti sono capaci di tal scelta. A chi ha percorso più di 42 km la mia ammirazione, già 18 sono stati faticosissimi e mi hanno ingessato per 3 giorni. A chi mi ha accompagnata lungo il percorso, chi prima, chi dopo, il mio grazie, non ci si sente mai soli con le mitiche salamelle. A chi non c'era mi raccomando, l'anno prossima non dovete mancare ;)

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  8. grande frog!!

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  9. Grande Massi e ora vola a Torino!

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