mercoledì 19 luglio 2017

LA SORPRESA DEL FINTO AGAPITO


O Cebreiro e la Galizia ci presentano una situazione inaspettata, per nulla valutata negativamente, almeno da parte mia: la pioggia. E con essa il fresco.
La giornata inizia presto, come sempre, dopo una notte piuttosto controversa e memorabile: quando si ha a che fare con un russatore professionista, capace di alternare prestazioni di rilievo nella specialità "taglio dei boschi" ed intermezzi parlati, non è facile riposare a fondo. Se poi ci si rende conto che le parole pronunciate sono in italiano, non ci si può che rammaricare della perdita di prestigio internazionale della nostra amata Patria e quindi soffrire di uno stato di agitazione che mal si compone con il riposo del corpo e dello spirito.
Riusciamo però a mantenere il nostro consueto orario di partenza e nel buio non ci rendiamo immediatamente conto che non si vedono stelle, ma dopo neanche mezz'ora di cammino si fa evidente che non solo il cielo è coperto (le guide parlano di clima atlantico e di nebbia anche in estate), ma anche che occorre recuperare i coprizaini e le mantelle, perché siamo a contatto non solo con una diffusa umidità in sospensione, ma con una vera e propria pioggia, per fine che sia.
Il cammino è piacevole, per il fresco (circa 14° C) e per il paesaggio: sembra di essere tornati in Navarra, nel versante spagnolo dei Pirenei. A me sembra di essere tornato indietro di trent'anni, quando camminavo in montagna, e questo mi fa molto piacere.
È curioso attraversare minuscoli borghi, con una pavimentazione in parte sterrata ed in parte in pietra, ma soprattutto con la dominante presenza dei "ricordi" che il continuo quotidiano passaggio di mandrie di mucche lasciano ovunque, con tanto di odore.




Sorprendente è poi l'anziana signora che ci vede arrivare (siamo verso le 8) e che si precipita incontro a noi con in mano un piatto di crêpes, che intanto cosparge di zucchero, offrendone rapidamente una a ciascuno. "Che bell'accoglienza, signora! Possiamo darle qualcosa?".
Lei ci conta (1,2,3,4,5,6) e poi risponde: "Sono sei euro!". 
E noi che pensavamo che la sua fosse generosità gratuita! Non c'è che dire: un modo furbo per arrotondare la pensione. Nulla a che vedere con Agapito, l'anziano che, fuori da casa sua, offriva gratis caramelle e biscotti, qualche km oltre León. Questa è un falso Agapito, che carpisce la buona fede dei pellegrini. E cosa fai? Ti metti a polemizzare con un'anziana?
Per fortuna il paesaggio è incantevole e rasserenante. A tratti fa capolino pure il sole, alternandosi con altri momenti di pioggia.





Anche il paese di Lastres ci lascia perplessi, con i suoi continui cartelli con un divieto originale, non presente nel codice della strada: si tratta del divieto di espletare funzioni fisiologiche solide all'aperto, non valido però per le mucche. Infatti il simbolo rappresenta una figura umana, piegata sulle gambe e... vabbé, si può evitare di completare la descrizione.
Chissà quanti disagi e quanti danni hanno provocato i pellegrini in questo km di strada!
Arriviamo fino a Samos, ospitati nell'albergue ricavato nel locale monastero benedettino. Però si manifesta evidentemente l'ansia che probabilmente ci accompagnerà per i prossimi giorni, cioè quella di non trovare posto. Infatti negli ultimi due km, sentendo arrivare dietro di noi nel bosco un gruppo  di giovani, acceleriamo notevolmente il passo, anzi praticamente ci mettiamo a correre, per arrivare prima noi.
Il posto però c'era, e abbondante.
Proprio nel momento in cui sto concludendo, mi si presenta Stefano, dicendomi che ha una bozza di post. Ed allora oggi i post sono due!!!