venerdì 7 luglio 2017

NO, FEET NO CRY



Oggi sono arrivato a Burgos, importante città della Castiglia e Léon e perla turistica del Cammino.
40 km!
I motivi sono 2: l'ultima ospitalità per i pellegrini prima di Burgos era offerta in un paese a 15 km da qui (ovvio: chi vuoi che si fermi a 5 km di distanza, per poi impegnare tutta la mattinata successiva a Burgos e quindi riprendere a camminare al pomeriggio?) e per me sarebbe stata una tappa sotto la media (circa 24-25 km); dovevo raggiungere Ramanta, per rimediare in qualche modo e togliermi il senso di colpa.
È stata una vera e propria corsa in solitaria, ma senza speranza: avevo 2 ore di svantaggio (per raggiungere Ortega, il paese dopo il mio) e la ragazza parte sempre prestissimo, come me.
Il piano, quindi, era di arrivare comunque a Burgos (cosa non ovvia), di trovare posto in ostello (sicuro? Boh) ed infine di vedere se riconoscevo qualcuno.
Quasi non ho fatto soste (tranne per fare colazione con il miglior cappuccino trovato finora - ed il complimento ha fatto ringalluzzire la barista), per cui sono arrivato a Burgos alle 13 (7,30 ore per circa 35 km: gli altri circa 5 servivano per raggiungere il centro città).






Soddisfatto, mi sono concesso mezz'ora per il pranzo e per identificare l'ostello al quale recarmi (tutta su una panchina all'ombra e con i piedi nudi all'aria).
Gli ostelli meno cari erano 2, quello municipale da 150 posti (praticamente un "carnaio") ed uno privato da 20 posti: stesso costo, ma differenza di trattamento evidente.
La scelta è stata per me ovvia (il più piccolo), con la consapevolezza che però così la statistica mi avrebbe giocato contro.
Ed infatti qui siamo solo in 2: io e Kim, ragazza coreana che non conosco (ancora).



Attenzione: camerate separate maschi/femmine. Questo significa che ho una camera da 6 letti (a castello) tutta per me, con l'aggiunta che ogni letto ha a disposizione armadio, comodino, luce sul comodino e presa elettrica: praticamente è l'ostello con la migliore dotazione in camera! Ed è tutto mio!
Rinvio a domani la ricerca di Ramanta, ma anche di Su e Chen (Taiwan) e di Adriana e Gianfranco (Bergamo): a questo punto, gli unici che conosco, perché gli altri saranno un giorno indietro (di Anna, Alessandro e Luigi spero comunque di riuscire a parlare, prima o poi).
Essendo a Burgos, senza prendere un attimo di pausa giro il centro città e visito la cattedrale (merita, merita), ma avverto sensazioni piuttosto dolorose ai piedi ed anche ai muscoli tibiali.
Se Bob Marley avesse fatto quello che ho fatto io oggi, una delle sue canzoni più famose avrebbe avuto un titolo diverso: No, feet no cry.

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