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venerdì 31 luglio 2026

Giordania breve - Dicembre 2022


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3 dicembre

Decolliamo da Malpensa per atterrare ad Amman, capitale della Giordania; il disbrigo delle formalità ha una corsia preferenziale e tutti i bagagli sono presenti. Il nostro albergo è elegante e confortevole, la cena in compagnia si svolge in un locale spartano ma con pietanze gustose: falafel, humus di ceci e di fave, verdure, sottaceti, tutto accompagnato con pita cotta al momento. Si comincia bene!

4 dicembre

Dopo colazione visita di Jerash (l'antica Gerasa) ha origini antichissime risalenti a oltre 6.500 anni fa. Ha vissuto il suo massimo splendore come città della Decapoli romana tra il I e il III secolo d.C., ed è oggi celebre come una delle città di epoca romana meglio conservate al mondo. Ci spostiamo alla Cittadella di Amman ma, per un problema al bus, in perfetto stile AnM, dobbiamo sostare 2 volte. Durante l'attesa osservo dei ragazzi che eseguono un servizio di consegna (caffè/tè) agli automobilisti. Arriviamo al sito 1 ora prima della chiusura ma, se c'è gente, non si chiude! La Cittadella è un sito storico nel centro di Amman. Conosciuto in arabo come Jabal al-Qal'a, la collina a forma di L è una delle sette jabal che originariamente formavano Amman. Sono state trovate evidenze di occupazione dal periodo neolitico grazie alla ceramica ritrovata. Usciti dal sito ci perdiamo nel mercato, con i suoi colori, i profumi, le litanie per catturare potenziali clienti, offerte di dolci, frutta.. Si cena a base di carne: pollo, agnello, salsiccia di pecora, concludendo con una carrellata di dolci, tutto spazzolato a dovere.

5 dicembre (di questi tempi questa giornata suona così stonata…)

Lasciamo Amman per Betania, luogo di confine con la Palestina, divisi dal Giordano la cui portata è radicalmente ridotta. Sebbene non sia una praticante, essere dove Gesù è stato battezzato (anche se wikipedia non concorda), su questa terra così tribolata dalla storia intensa, fa un certo effetto. Sull’altra sponda sventola la bandiera Iraniana, ci si potrebbe dar la mano nelle acque internazionali più piccole del mondo. Proseguiamo per il monte Nebo, dove Mosè ha visto la terra promessa, a noi celata dalla foschia. I francescani hanno acquistato il luogo, meta di pellegrinaggio anche dei mussulmani, e costruito una piccola chiesa nel IV secolo (poi ampliata) per commemorare la morte di Mosè. Alcune delle pietre di quella chiesa si trovano ancora al loro posto originale nel muro intorno all'area absidale. La Croce Serpentina, che si trova appena fuori dal santuario, è il simbolo del serpente di rame (o di bronzo) innalzato da Mosè nel deserto e della croce su cui Gesù fu crocifisso. Milano, Cernusco sul Naviglio, Alzano Lombardo sono tra i promotori cotati delle raccolte fondi a favore del luogo. La tappa successiva è Madaba, conosciuta anche come la città dei mosaici; nella Chiesa di San Giorgio c’è il mosaico chiamato Mappa di Terrasanta, poiché raffigura l'itinerario per raggiungere Gerusalemme attraverso oltre centocinquanta località. Il mosaico è corredato di 157 didascalie in  greco, che segnano i principali siti biblici del medio Oriente, dall'Egitto alla Palestina. In origine il mosaico era lungo dai 15 ai 25 metri e largo 6 metri ed era formato da circa due milioni di tessere, di cui solo un terzo è giunto sino a noi. Mentre viaggiamo verso la nuova destinazione, il pulmino, che aveva dato segnali il giorno prima, ci lascia definitivamente a piedi, facendo saltare la visita prevista. Quando ripartiamo andiamo a Dana e pernottiamo nel suo spartano albergo diffuso, cenando, giocando e ballando con il gruppo discovery.

6 dicembre

Dopo un’altrettanta spartana colazione partiamo per il trekking; il paesaggio si accende dei colori rosati, le rocce, frutto di sedimentazioni calcaree, alternano bianco, ocra, nero, rosso.. Dopo il tè con artemisia torniamo al pulmino e ripartiamo per le rovine del castello di Shobak, la "montagna reale" di Montreal; fu la prima fortezza crociata di una serie di roccaforti Oltre il Giordano, il territorio ad est del fiume Giordano. Baldovino I re di Gerusalemme ne ordinò la costruzione nel 1115 per controllare le rotte delle carovane tra la Siria e l'Egitto. Arroccato su una collina conica, aveva un pozzo all'interno al quale si poteva accedere tramite 375 gradini fino all'acqua, un vantaggio senza pari durante un assedio. In effetti, Montreal riuscì a resistere più a lungo (fino al maggio 1189) contro gli attacchi di Saladino rispetto al castello crociato principale di Kerak. L’ultima tappa è la piccola Petra, con il suo km di lunghezza: la roccia scavata e scalpellata, era un caravanserraglio. La nostra cena si conclude con una fumata di narghilè.

7 dicembre

Intera giornata a Petra che, non è solo la facciata conosciuta in tutto il mondo, bensì un sito esteso 6 volte Jerash. Il ‘Tesoro’ (che non è l’anello famoso😝) si palesa dopo una camminata di 1km tra montagne e gole sempre più strette che celano un acquedotto. Questa meraviglia decorata, i cui colori cambiano in funzione della luce, si svela maestosa dietro l’ultima curva. La folla fortunatamente non copre il portale, si prosegue a piedi tra tombe, case, bancarelle, dromedari, asini, cavalli, cani e gatti, beduini dallo sguardo enfatizzato dal kajal. Il santuario si raggiunge dopo 800 gradini ma la fatica è ben ricompensata. Con Cristiana e Wladi approcciamo un percorso che presenta belle tombe/case e una natura affascinante: la pietra ha colori così caldi e striati che sembrano dipinti. Nel punto più panoramico lo sguarda abbraccia tutto il sito. Dopo essere tornati in albergo per la doccia rigenerante e la cena, si torna nella Petra by night, lo spettacolo di luci è suggestivo, quello di suoni, un po’ meno.

8 dicembre

Sveglia alle 5:30 e colazione, temevo l’acido lattico ma fortunatamente le gambe non danno segni di cedimento, così come l’intestino, basta provvedere con un bel tappo farmacologico! Partiamo decimati per l’ultimo trek, si cambiano i punti di vista salendo numerosi gradini fino ad una tenda beduina al cospetto del Tesoro. Si torna per spostarci nel deserto (mica tanto deserto) Wadi Rum, anche detto Valle della Luna, è una valle scavata nei millenni dallo scorrere di un fiume nel suolo sabbioso e di roccia granitica. Le jeep ci portano nei numerosi punti più iconici che talvolta bisogna guadagnare arrampicandosi sulla roccia. Il nostro campo bedduino è abbastanza confortevole, me lo aspettavo più wild. A cena pollo e verdure cotti alla brace sotto la sabbia: gustosissimi! Una passeggiata al chiaro di luna piena fa intravedere poche stelle, mi sento abbracciata dalle lunghe ombre delle montagne.

9 dicembre

La notte scorre serena fino a quando, ahimè, il thè agita la vescica. Provo a resistere ma devo indossare maglione e jeans gelidi per andare in bagno. Fuori dalla tenda un silenzio irreale ed una temperatura più calda. Al mattino ripartiamo per il mar rosso, ad Aqaba la barca ci attende per portarci in mare aperto, tra Iran e Giordania. Con maschera, boccaglio e pinne mi butto per vedere la barriera corallina ma la corrente è davvero molto forte. Relax e pranzo in barca, ancora una volta gustoso. Torniamo in città, passeggio con Cristiana in centro; è venerdì, quindi la nostra domenica. Le famiglie arrivano per aspettare il tramonto, i bimbi fanno il bagno vestiti, qualcuno fuma narghilè, qualcun altro sorseggia l’aperitivo rigorosamente analcolico, come noi, dalla terrazza sul porto. Ceniamo a base di pesce in un elegante ristorante dov’è possibile bere vino, ma con tempi biblici. Tornando in albergo ci fermiamo a vedere una partita dei mondiali in un bar, gli appassionati sono gli stessi in ogni parte del mondo.

10 dicembre

Giornata sul Mar Morto: 17km x 70km, ogni anno scende di 1mt, le acque bagnano Israele, la Cisgiordania e la Giordania, è un lago salato che non riceve più affluenti, le cui rive si trovano 400 m sotto il livello del mare, il punto più basso al mondo sulla terraferma. Le sue acque possiedono un'elevata salinità (13 volte più del mediterraneo), che permette di galleggiare facilmente, impossibile nuotare a rana! Ci si infanga per riceverne i benefici sulla pelle. Anche il pranzo è luculliano! Si torna ad Amman per lo shopping selvaggio al mercato e, dopo l’ultima cena insieme, in un ristorante tipico, salutiamo Claudia ed Emilia, che hanno un volo differente e Maurah, la nostra guida, estremamente preparata e disponibile che, con la sua conoscenza della cultura italiana, è stato un valore aggiunto.

11 dicembre

Si torna a casa con un bagaglio di conoscenze più ampio, salutando i compagni di avventura quasi completamente al femminile.

 

Alla prossima

Frog (Rosanna)