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3 dicembre
Decolliamo da Malpensa per atterrare ad Amman, capitale
della Giordania; il disbrigo delle formalità ha una corsia preferenziale e
tutti i bagagli sono presenti. Il nostro albergo è elegante e confortevole, la
cena in compagnia si svolge in un locale spartano ma con pietanze gustose:
falafel, humus di ceci e di fave, verdure, sottaceti, tutto accompagnato con
pita cotta al momento. Si comincia bene!
4 dicembre
Dopo colazione visita di Jerash (l'antica Gerasa) ha
origini antichissime risalenti a oltre 6.500 anni fa. Ha vissuto il suo massimo
splendore come città della Decapoli romana tra il I e il III secolo
d.C., ed è oggi celebre come una delle città di epoca romana meglio conservate
al mondo. Ci spostiamo alla Cittadella di Amman ma, per un problema al bus,
in perfetto stile AnM, dobbiamo sostare 2 volte. Durante l'attesa osservo dei
ragazzi che eseguono un servizio di consegna (caffè/tè) agli automobilisti.
Arriviamo al sito 1 ora prima della chiusura ma, se c'è gente, non si
chiude! La Cittadella è un sito storico nel centro di Amman. Conosciuto
in arabo come Jabal al-Qal'a, la collina a forma di L è una delle sette jabal
che originariamente formavano Amman. Sono state trovate evidenze di occupazione
dal periodo neolitico grazie alla ceramica ritrovata. Usciti dal sito ci
perdiamo nel mercato, con i suoi colori, i profumi, le litanie per catturare
potenziali clienti, offerte di dolci, frutta.. Si cena a base di carne: pollo,
agnello, salsiccia di pecora, concludendo con una carrellata di dolci, tutto
spazzolato a dovere.
5 dicembre (di questi tempi questa giornata suona così
stonata…)
Lasciamo Amman per Betania, luogo di confine con la
Palestina, divisi dal Giordano la cui portata è radicalmente ridotta. Sebbene
non sia una praticante, essere dove Gesù è stato battezzato (anche se wikipedia
non concorda), su questa terra così tribolata dalla storia intensa, fa un certo
effetto. Sull’altra sponda sventola la bandiera Iraniana, ci si potrebbe dar la
mano nelle acque internazionali più piccole del mondo. Proseguiamo per il monte
Nebo, dove Mosè ha visto la terra promessa, a noi celata dalla foschia. I
francescani hanno acquistato il luogo, meta di pellegrinaggio anche dei
mussulmani, e costruito una piccola chiesa nel IV secolo (poi ampliata) per
commemorare la morte di Mosè. Alcune delle pietre di quella chiesa si trovano
ancora al loro posto originale nel muro intorno all'area absidale. La Croce
Serpentina, che si trova appena fuori dal santuario, è il simbolo del serpente
di rame (o di bronzo) innalzato da Mosè nel deserto e della croce su cui Gesù
fu crocifisso. Milano, Cernusco sul Naviglio, Alzano Lombardo sono tra i
promotori cotati delle raccolte fondi a favore del luogo. La tappa successiva è
Madaba, conosciuta anche come la città dei mosaici; nella Chiesa di San
Giorgio c’è il mosaico chiamato Mappa di Terrasanta, poiché raffigura
l'itinerario per raggiungere Gerusalemme attraverso
oltre centocinquanta località. Il mosaico è corredato di 157 didascalie
in greco, che segnano i principali siti biblici
del medio Oriente, dall'Egitto alla Palestina.
In origine il mosaico era lungo dai 15 ai 25 metri e largo 6 metri ed era
formato da circa due milioni di tessere,
di cui solo un terzo è giunto sino a noi. Mentre viaggiamo verso la nuova
destinazione, il pulmino, che aveva dato segnali il giorno prima, ci lascia
definitivamente a piedi, facendo saltare la visita prevista. Quando ripartiamo
andiamo a Dana e pernottiamo nel suo spartano albergo diffuso, cenando,
giocando e ballando con il gruppo discovery.
6 dicembre
Dopo un’altrettanta spartana colazione partiamo per il
trekking; il paesaggio si accende dei colori rosati, le rocce, frutto di
sedimentazioni calcaree, alternano bianco, ocra, nero, rosso.. Dopo il tè con
artemisia torniamo al pulmino e ripartiamo per le rovine del castello di
Shobak, la "montagna reale" di Montreal; fu la prima fortezza
crociata di una serie di roccaforti Oltre il Giordano, il territorio ad est del
fiume Giordano. Baldovino I re di Gerusalemme ne ordinò la costruzione nel 1115
per controllare le rotte delle carovane tra la Siria e l'Egitto. Arroccato su
una collina conica, aveva un pozzo all'interno al quale si poteva accedere
tramite 375 gradini fino all'acqua, un vantaggio senza pari durante un assedio.
In effetti, Montreal riuscì a resistere più a lungo (fino al maggio 1189)
contro gli attacchi di Saladino rispetto al castello crociato principale di
Kerak. L’ultima tappa è la piccola Petra, con il suo km di lunghezza: la
roccia scavata e scalpellata, era un caravanserraglio. La nostra cena si
conclude con una fumata di narghilè.
7 dicembre
Intera giornata a Petra che, non è solo la facciata
conosciuta in tutto il mondo, bensì un sito esteso 6 volte Jerash. Il ‘Tesoro’
(che non è l’anello famoso😝) si palesa dopo una
camminata di 1km tra montagne e gole sempre più strette che celano un
acquedotto. Questa meraviglia decorata, i cui colori cambiano in funzione della
luce, si svela maestosa dietro l’ultima curva. La folla fortunatamente non
copre il portale, si prosegue a piedi tra tombe, case, bancarelle, dromedari,
asini, cavalli, cani e gatti, beduini dallo sguardo enfatizzato dal kajal. Il
santuario si raggiunge dopo 800 gradini ma la fatica è ben ricompensata. Con
Cristiana e Wladi approcciamo un percorso che presenta belle tombe/case e una
natura affascinante: la pietra ha colori così caldi e striati che sembrano
dipinti. Nel punto più panoramico lo sguarda abbraccia tutto il sito. Dopo
essere tornati in albergo per la doccia rigenerante e la cena, si torna nella
Petra by night, lo spettacolo di luci è suggestivo, quello di suoni, un po’
meno.
8 dicembre
Sveglia alle 5:30 e colazione, temevo l’acido lattico ma
fortunatamente le gambe non danno segni di cedimento, così come l’intestino,
basta provvedere con un bel tappo farmacologico! Partiamo decimati per l’ultimo
trek, si cambiano i punti di vista salendo numerosi gradini fino ad una tenda
beduina al cospetto del Tesoro. Si torna per spostarci nel deserto (mica tanto
deserto) Wadi Rum, anche detto Valle della Luna, è una valle scavata nei
millenni dallo scorrere di un fiume nel suolo sabbioso e di roccia granitica.
Le jeep ci portano nei numerosi punti più iconici che talvolta bisogna
guadagnare arrampicandosi sulla roccia. Il nostro campo bedduino è abbastanza
confortevole, me lo aspettavo più wild. A cena pollo e verdure cotti alla brace
sotto la sabbia: gustosissimi! Una passeggiata al chiaro di luna piena fa
intravedere poche stelle, mi sento abbracciata dalle lunghe ombre delle
montagne.
9 dicembre
La notte scorre serena fino a quando, ahimè, il thè agita la
vescica. Provo a resistere ma devo indossare maglione e jeans gelidi per andare
in bagno. Fuori dalla tenda un silenzio irreale ed una temperatura più calda.
Al mattino ripartiamo per il mar rosso, ad Aqaba la barca ci attende per
portarci in mare aperto, tra Iran e Giordania. Con maschera, boccaglio e pinne
mi butto per vedere la barriera corallina ma la corrente è davvero molto forte.
Relax e pranzo in barca, ancora una volta gustoso. Torniamo in città, passeggio
con Cristiana in centro; è venerdì, quindi la nostra domenica. Le famiglie
arrivano per aspettare il tramonto, i bimbi fanno il bagno vestiti, qualcuno
fuma narghilè, qualcun altro sorseggia l’aperitivo rigorosamente analcolico,
come noi, dalla terrazza sul porto. Ceniamo a base di pesce in un elegante
ristorante dov’è possibile bere vino, ma con tempi biblici. Tornando in albergo
ci fermiamo a vedere una partita dei mondiali in un bar, gli appassionati sono
gli stessi in ogni parte del mondo.
10 dicembre
Giornata sul Mar Morto: 17km x 70km, ogni anno scende di
1mt, le acque bagnano Israele, la Cisgiordania e la Giordania, è un lago salato
che non riceve più affluenti, le cui rive si trovano 400 m sotto il livello del
mare, il punto più basso al mondo sulla terraferma. Le sue acque possiedono
un'elevata salinità (13 volte più del mediterraneo), che permette di
galleggiare facilmente, impossibile nuotare a rana! Ci si infanga per
riceverne i benefici sulla pelle. Anche il pranzo è luculliano! Si torna ad
Amman per lo shopping selvaggio al mercato e, dopo l’ultima cena insieme, in un
ristorante tipico, salutiamo Claudia ed Emilia, che hanno un volo differente e
Maurah, la nostra guida, estremamente preparata e disponibile che, con la sua
conoscenza della cultura italiana, è stato un valore aggiunto.
11 dicembre
Si torna a casa con un bagaglio di conoscenze più ampio,
salutando i compagni di avventura quasi completamente al femminile.
Alla prossima
Frog (Rosanna)
