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sabato 19 ottobre 2013

TUTTO BOLIVIA






Il volo parte in ritardo ma parte. Santa Cruz ci accoglie all'alba con una temperatura gradevole, il controllo passaporto è lungo, la coda arriva fin sulle scale e ovviamente si sceglie sempre quella sbagliata. Al mio turno: "Ahhh Italia, Milano, Milan o Inter?", "Juve" rispondo sorridente all'ufficiale. Passo fortunatamente indenne il toto controllo bagagli: schiaccio il pulsante e spero nella luce verde altrimenti avrei dovuto nuovamente saltar sopra la valigia per richiuderla. Il traffico d'inizio giornata verso il centro della città è caotico, ma arriviamo nella piazza centrale quadrata su cui si affaccia il palazzo del governo e la cattedrale, saranno tutte così, da lì spedizione punitiva in una caffetteria a suon di tè, caffè e torte giganti dall'aspetto molto calorico; come resistere ad una fetta di torta del peccato, cioccolata pura! Dopo aver ri-equilibrato i pasti mediocri del volo, andiamo a zonzo per la città anche se non c'è molto da vedere, a parte il caotico mercato, fulcro e rappresentazione di vita comune. E' organizzato in settori, l'ultimo che visitiamo è quello dei vizi dove Enio, il corrispondente in loco, compra le famose foglie di coca, di cui i miei colleghi si son raccomandati di farne un uso parsimonioso, mah, neanche fumo! Lui si piazza una bella manciata in bocca usando come attivatore del bicarbonato e la palla gli deforma una delle guance, sarà un vizio comune sia per uomini che per donne. A pranzo un sandwich gigantesco