VOTO: 10. A TUTTI.
Dormo sempre poco la notte che precede la Salamellando: mi addormento
come un sasso (sempre: che fortuna, vero?), ma improvvisamente mi sveglio con
il pensiero che bisogna fare una certa cosa, andare a controllare, ricordarsi
di dire qualcosa ed allora sono proprio sveglio, gli occhi come due fanali, il
sonno perduto, irreparabilmente. A che ora? Stavolta alle 4.
Ma lo sapevo: era tutto il giorno che avevo lo stomaco in subbuglio ed
il cuore che non sapeva a che ritmo battere, per le notizie entusiasmanti e
sorprendenti sui numeri degli iscritti dei gruppi, che mi creavano ansietà: saremo in
grado di gestire tutto e di soddisfare le legittime esigenze di tutti?
Ed il fatto di confidare ad altre Salamelle questa ansietà non la
pacificava. Anzi. Vedere gli occhi dell’interlocutore che si aprivano alla
stessa condizione emotiva la rinforzava.
Nel retro del mio cervello sembrava volesse spuntare l’assurda speranza
che ci fosse la pioggia: almeno qualcuno sarebbe rimasto a casa e noi saremmo
rimasti nel range dei numeri degli
anni precedenti (pensiero istintivo, probabilmente di autoconservazione: non
era colpa mia).
Allora alle 4,30 mi alzo (inutile restare a letto e magari svegliare
Aurora, che mi sembrava dormire tranquilla) ed alle 5,15 inizio a girare in
auto per le strade, a controllare